Ottobre 2021

ALLA SCOPERTA DELLA REATE ROMANA

storia, turismo

di Enzo Marzi - A chi non è mai capitato di provare un'istintiva irritazione nel sentirsi chiamare "Rietino", e di spendere almeno due parole per spiegare che la nostra città al tempo dei Romani si chiamava Reate?

Eppure non moltissimo sappiamo di quei tempi antichi, complice la perdita dei libri di Tito Livio che raccontavano la conquista della Sabina da parte di Manio Curio Dentato (mi raccomando: non "Marco"!), e dovevano far luce sul processo di romanizzazione dei Sabini (Reatini compresi).

Da secoli l'aspetto urbano di Reate è oggetto di suggestive ipotesi, ma raramente supportate da solidi elementi.

Il nostro museo civico custodisce numerosi reperti cittadini di epoca romana, gran parte dei quali, però, seppur di pregio, di difficile collocazione all'interno della città antica, allorché non ne venne registrato il luogo di ritrovamento.

In questi ultimi anni diverse scoperte archeologiche stanno contribuendo a ricostruire alcuni aspetti urbanistici, e si torna a parlare, con elementi nuovi, di teatro, di anfiteatro, di cinta muraria.

Nonostante il fermento di questi anni, però, il monumento principale di Reate giace ancora abbandonato sul letto del nostro fiume: dopo esser rimasto indenne alle ingiurie del tempo, negli anni 30 del secolo scorso lo si volle demolire ritenendolo responsabile di ostacolare il deflusso delle acque durante le piene (il problema delle inondazioni si sarebbe poi risolto definitivamente con la creazione della diga del Salto).

Oggi il ponte romano è ancora in attesa che qualcuno ardisca di restituirgli la sua dignità (come ad esempio è stato fatto a Verona con il celebre Ponte Pietra, che, bombardato durante l'ultimo conflitto, è stato ricomposto dove era e come era): nella speranza che ciò possa prima o poi avvenire, possiamo intanto andare alla scoperta di tante altre piccole e grandi vestigia della Reate romana, nascosti dentro e fuori gli edifici, o sotto le strade che percorriamo ogni giorno. 

Un'occasione per conoscere meglio quello che la nostra città custodisce di quei tempi remoti ci è offerta dalle Giornate d'Autunno del FAI di sabato 16 e domenica 17 ottobre, dove troveremo ragazzi che si preparano da mesi, sotto la supervisione della prof.ssa Anna Pasquetti, per regalarci un tuffo nel passato che ci renderà ancora più orgogliosi di dirci Reatini.                 

Per prenotarsi: https://www.fondoambiente.it/luoghi/reate-romana?gfa

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